IL RADIOASCOLTO - (IK1QLD)


Molti radioamatori sono convinti che il radioascoltatore sia generalmente solo l'SWL, inteso come colui che si diletta ad ascoltare i radioamatori in Onda Corta; sono anche convinti che chi si limita ad ascoltare sia un OM mancato, non sia riuscito a superare l'esame per l'ottenimento della Patente o al massimo sia in attesa di ricevere l'agognato nominativo e non può fare altro che ascoltare. E allora come si spiega il radioascolto effettuato da un radioamatore? Come si spiega questa passione, questa mania, questa malattia? Si spiega con il semplice fatto che molti OM non sanno cosa succede sulle altre bande, su quelle frequenze non attribuite al Servizio di Radioamatore. Non sanno che le bande riservate agli OM sono una piccola, piccolissima cosa rispetto al mare magnum delle varie bande, non conoscono le altre allocazioni di banda, gli altri servizi, quanto e cosa passa per l'etere. L'hobby del Radioascolto praticato da un OM L'etere infatti veicola i segnali più disparati, tutti interessanti, ed utili anche per chi fa del proprio hobby una reale e seria attività di sperimentazione tecnico-scientifica. La prima cosa che ci capita di ascoltare, se per caso la sera dopo una intensa giornata di lavoro ci si avvicina al nostro RTX e saggiata la propagazione ci si accorge che non ci sono stazioni interessanti da collegare, se ruotiamo la sintonia della radio ed usciamo dalle nostre bande, saranno sicuramente le emittenti di radiodiffusione internazionale. Le cosiddette stazioni broadcasting arrivano praticamente da tutto il mondo e sono troppo interessanti per poterle tacere; esistono emittenti a carattere prettamente locale che trasmettono notiziari interessantissimi, esistono emittenti a vocazione internazionalistica che veicolano informazioni su culture tanto differenti dalle nostre, in lingue per noi praticamente inascoltabili, con segnali a volte incredibilmente forti ed a volte incredibilmente difficili da sintonizzare. Esiste, insomma, un mondo fatto di culture, di etnie, di lingue, di idee, di musica, di opinioni, di realtà sociali e tanto altro assolutamente sconosciuto e distante da noi, ma che può essere indagato e conosciuto per il solo tramite del verniero della radio, girando il manettino del VFO o del PLL.

 

 

Le nostre conoscenze in fatto di propagazione e di antenne sono sufficienti per iniziare questa esplorazione, per ampliare il nostro bagaglio di conoscenze, per ampliare il nostro orizzonte culturale, per aprire una finestra sul mondo senza muoverci di un passo? Solitamente no, perché noialtri radioamatori solitamente sappiamo come gira la propagazione in 40 o in 20 o in 15 metri, ma non sappiamo nulla di quali siano le bande riservate alle broadcasting, come si comporta la propagazione su tali bande, che antenne occorrono per mettersi all'ascolto, che filtri occorrono per il modo AM piuttosto che per la demodulazione sincrona, etc. Sappiamo tutto o quasi sulle nostre antenne, ma non conosciamo nulla o quasi nulla su cosa adoperino le varie stazioni broadcasting, su come sono ingegnerizzate e realizzate le antenne che dalla Cina debbono far arrivare il segnale di China Radio International fino in Europa, o come succede che Radio New Zealand che trasmette per l'area del Pacifico sia ricevibile anche in Italia, magari in DRM. Non occorre essere un poliglotta per avvicinarsi al mondo del radioascolto. Non occorrono licenze, patenti, autorizzazioni generali, permessi per impiantare questo o quello; persino per ascoltare i radioamatori, già dall'anno 2000, non è più necessario munirsi del permesso. Non occorre una conoscenza estesa e profonda di tante lingue straniere; l'inglese viene adoperato da quasi tutte le emittenti del mondo, che non occupano quasi mai una sola frequenza alla volta, non trasmettono mai in una sola lingua, non utilizzano la stessa frequenza se non per qualche ora; il che vuol dire che una volta sintonizzati anche su una sola frequenza non radioamatoriale, avremo la possibilità di ascoltare diverse lingue, diversi notiziari, diverse musiche, veicolate non solo da una ma da chissà quante emittenti. Ecco che quindi il radioascolto diventa un hobby parallelo, non propedeutico all'attività di radioamatore, non un hobby di serie B, non una cosa a mezzo o prima dell'essere radioamatore. È un'attività che può essere propedeutica al mondo della radio ben prima e meglio rispetto all'attività di solo OM, visto che ci mette in relazione con il mondo, con culture altre, con un mondo sconosciuto ed affascinante ma a portata di mano, con suoni, notiziari, bollettini, annunci, e tanto altro di Paesi lontani immediatamente divenuti vicini e fruibili. Infatti non occorre molto di più di un ricevitore domestico che sicuramente abbiamo già in casa, e la radiolina sul comò o in bagno sarà probabilmente sufficiente a farci diventare degli "indagatori dell'etere". L'avremo sicuramente già accesa tante volte, ci saremo stupiti che di giorno risulta muta e silente mentre di sera si accende di tantissimi fonemi, suoni, parlate, a volte comprensibili ed alle volte sconosciute. Il mondo delle onde medie è infatti affascinante, con i suoi problemi di propagazione diurna e notturna, con i fenomeni legati allo strato D ed allo strato E, che molto spesso sono sconosciuti ai radioamatori e quindi da loro scarsamente indagati. Parlando a radioamatori, più o meno esperti, eviterò di esprimermi come spesso mi succede di fare quando voglio interessare un pubblico assolutamente digiuno di apparecchi riceventi, o quando insieme ai miei amici e soci dell'AIR facciamo dimostrazioni nelle scuole o nelle fiere; ma se la conoscenza del mezzo radio può essere data per certa o comunque appurata, non altrettanto certa può considerarsi la conoscenza del mondo dei captatori e delle antenne, specie per i servizi di radiodiffusione, specifiche per le onde lunghe, medie o corte. Non vengono utilizzate antenne risonanti, con risonanze armoniche, non è necessario piazzare sul tetto tanti dipoli quante sono le bande broadcasting, non occorre procedere ad installazioni particolari, non occorre inseguire i classici 50 Ohm, non occorre che balun o accoppiatori o splitter o resistenze di terminazione sopportino potenze elevate, non occorre simmetrizzare, ottimizzare, o chissà cos'altro: i fili sono i nostri compagni preferiti, fili piazzati tra gli alberi, fili penzolanti già dai balconi, fili mascherati da tiranti, fili tesi per centinaia di metri nei campi o per qualche decina di metri nel sotto tetto. Per ascoltare la radio, per effettuare ascolti più che accettabili, i fili sono la migliore arma, la migliore e più economica soluzione, il ritrovato più semplice, più facilmente installabile e mimetizzabile. Ma quale metodo utilizzare per cominciare ad esplorare le varie bande? Quali sono le bande delle stazioni broadcasting? Dove si trovano le emittenti di radiodiffusione internazionale? Cominciando dal basso, cioè dalle Onde Lunghe, le emittenti sono allocate (quasi) ogni 9 kHz da 148.5 (153) a 283.5 (279) kHz. L'ascolto delle onde lunghe è un po' un ascolto di nicchia, visto che durante il giorno la banda è chiusa e si ascoltano solo stazioni molto potenti e vicine; di sera e di notte però sarà facile ascoltare buona parte del bacino del Mediterraneo, con qualsiasi radiolina, visto che sono per la maggior parte dotate di ottime antenne in ferrite, che occupano poco spazio, sono entrocontenute nelle radio, che possono essere opportunamente avvicinante alle finestre o ad elementi metallici che serviranno ad indurre maggior segnale (non sempre, però. Anche la canalizzazione per le Onde Medie è di 9 kHz, almeno qui in Europa e le emittenti di radiodiffusione sono allocate nello spazio compreso tra 526,5 kHz e 1606,5 kHz; questo non significa che non si ascoltino emittenti al di sotto ma molto più facilmente al di sopra dei limiti di tale banda; l'ascolto sistematico delle emittenti pirata è un'altra bella ed interessante variabile dell'hobby del radioascolto. Nelle Onde Corte l'allocazione delle emittenti è ad ogni 5 kHz, per cui la frequenza esatta di ogni emittente finirà per 5 o per 0; e tutte le emittenti trasmettono in AM. Questo in teoria, visto che si trovano emittenti che utilizzano la SSB e che magari si trovano su frequenze non esattamente in linea con quanto esposto. Da qualche anno a questa parte l'etere relativo alle bande broadcasting si affolla anche di segnali digitali: sono le trasmissioni in modalità DRM, un sistema di modulazione piuttosto particolare che riesce a veicolare una fedeltà pari a quella del formato MP3. Si vede bene che la bande sono tali e tante, non in relazione armonica tra di loro, che riuscire a trovare antenne risonanti con impedenza di 50 Ohm è assolutamente impossibile; ciò non di meno non è invero difficile per un appassionato di radioascolto sintonizzare China Radio International su 13640 kHz altrettanto bene che WWCR su 15825 dagli USA; con la pratica, l'esercizio e la passione, si potranno mettere a frutto tante nozioni imparate sui libri di radiotecnica o nella pratica radiantistica, per costruire adattatori, preselettore, bal-un e fare in modo che un solo filo possa essere utile e giovevole per tante bande e per tante emittenti. E tante bande rispondono differentemente ai capricci della propagazione, e praticare questo hobby ci insegnerà tante e tante nozioni che la sola pratica delle bande radioamatoriali non ci insegnerà mai.

 


 

La lingua non è un problema. Primo perché per cominciare sarà possibile sintonizzare tutte quelle stazioni che da ogni parte del mondo trasmettono anche in italiano; poi perché l'inglese non è più un problema per molti, valutato il fatto che, ad esempio, la BBC trasmette diversi programmi in un inglese cosiddetto di base, che gli speaker di diverse emittenti parlano inglese esattamente come la maggior parte di noi; eppoi c'è lo spagnolo, in buona parte capibile senza difficoltà, il francese, e così via. Senza contare che non sempre ci si sofferma sul significato delle parole ascoltate, visto che un buon esercizio è anche quello di saper riconoscere le lingue, il serbo dallo sloveno, il rumeno dal finnico, l'ebraico dall'arabo, il farsi dall'indiano e così via. Eppoi c'è la musica, tanta musica locale, folk, strumentale e cantata, classica, moderna. Dove iniziare e come? Volendo consigliare un approccio ragionato all'ascolto, si possono suggerire queste tappe fondamentali: 

 

ONDE MEDIE DIURNE (07.00-17.00 UTC): troverete la RAI un po' dappertutto ed in rapporto inverso alla qualità dell'apparecchio ricevente. Anche se il programma di diffusione dei canali radiofonici è stato recentemente ridimensionato, pur tuttavia il primo canale della RAI è tuttora trasmesso, così come il Notturno Italiano. In più da Milano è recentemente stata riattivata la frequenza di 693 kHz, a dove vengono emesse trasmissioni sperimentali in DRM. Qua e là arriva qualche segnale dall'estero, per lo più dalle nazioni confinanti.

 

ONDE CORTE DIURNE (07.00-17.00 UTC): consigliabile un primo sguardo alla banda "europea" dei 49 metri (tra 5900 e 6200 kHz), con segnali molto forti, tra le quali spiccano Radio Budapest 6025, Radio Netherlands 5955, Radio Praga 5930, Brother Stair 6110, Radio Vaticana 5880, Deutsche Welle 6075, Radio Ukraine Int. 6020 kHz. Successivamente si può salire alle bande alte, dove possiamo trovare Family Radio dagli Stati Arabi Uniti su 21455 Africa N.1 dal Gabon su 9580, Radio Sultanate of Oman su 15140-15375, Radio Medi 1 dal Marocco su 9575 kHz.

 

ONDE MEDIE SERALI (17.00-24.00 UTC): dopo l'imbrunire si mescolano ai segnali RAI i servizi interni alle nazioni europee e di quelle dell'area mediterranea, incluse alcune trasmissioni per l'estero, comprese quelle in italiano di Radio Tirana su 1458 756 kHz, Radio Capodistria su 1170, Radio Colonia su 972, Radio Voce della Russia su 1548 kHz e la Radio Vaticana, in varie lingue, su 1530 e 1611 kHz. Di un certo interesse per il neofita è la caccia delle più potenti stazioni spagnole, assai numerose in questa gamma dopo il calare del sole. Provate, per esempio, Onda Cero da Madrid su 954, Radio Nacional de España da Barcellona su 738, SER da Barcellona su 666, COPE sempre da Barcellona su 783 kHz (specialmente la domenica o nelle serate di campionato di calcio, c'è da sbellicarsi dalla risate!). Da non dimenticare anche la BBC su 648, Rado Bleu dalla Francia su 837 (anche su altre frequenze tipo: 603, 864, 945, 1242 kHz), GrootNieuwsradio dai Paesi Bassi su 1008, Glas Hrvatske dalla Croazia su 1134 kHz, Radio Beograd dalla Serbia su 684 e, perché no, dal lontano Oman, Radio Sultanate of Oman, su 1242 kHz (si può ascoltare anche molto bene su 15355 kHz).

 

ONDE CORTE SERALI E NOTTURNE (17.00-07.00 UTC): si raggiunge il parossismo dei segnali in tutte le bande, con la sola esclusione delle più alte, che tendono a "chiudersi" dopo il calare del sole, soprattutto nel periodo invernale. Spesso il problema maggiore è identificare le molteplici emittenti presenti sullo stesso canale, oppure separare un segnale debole da una interferenza che proviene da una potente emittente vicina. Come detto più sopra, è consigliabile iniziare con la sintonizzazione dei programmi in lingua italiana, Voce della Russia 7310 e 12050 kHz, Radio Cina Int. da Pechino 7340 e 7435, Radio Cairo 6270, WYFR Family R. 6010, RAE Buenos Aires 15345 kHz, Radio Tirana 7520, Radio Romania Int. 5980, Voce della Turchia 9610 kHz, magari sorvolando su certi segnali forti comunque difficili da identificare a causa, per esempio, dell'idioma usato. Una delle gamme più indicate per le prime nottate insonni è quella dei 25 metri dove spesso sono presenti segnali di notevole interesse. Nel periodo 1700-2000 si possono seguire Radio Kuwait 11880; China Business Radio 11610; Kol Israel 9985, 11605, 13850, 17535; Radio New Zealand 11725; Radio China Int. 11790 kHz. Dopo le 2200 arrivano i primi segnali dal continente americano: RAE da Buenos Aires 15345, Radio Nacional da Amazonia Brasilia 11780, Radio Globo Rio de Janeiro 6120, Radio Brasil Central 11815, HCJB da Quito 11920, Radio Bandeirantes San Paolo 11925 kHz.

 

BANDE TROPICALI SERALI (17.00-23.00 UTC): un solo timido approccio vi fa capire quanto siano diverse dalle bande internazionali. Le due caratteristiche principali: imperante regno di trasmissioni digitali (spesso scambiate per rumore o disturbi) e spaziatura irregolare delle frequenze di emissione; troverete stazioni provenienti dalla stessa area geografica, con la stessa intensità di segnale, separate di un solo kilohertz. Il periodo qui indicato è quello più utile alla "caccia" delle emittenti africane, più o meno regolari tutto l'anno, con picchi propagativi in primavera e, per quanto riguarda i paesi sotto l'equatore, da metà giugno in avanti per tutta l'estate. Alcuni canali piuttosto facili da ascoltare sono: FRCN Kaduna Nigeria 4770, ORTM Mauritania 4845, Radio Difusora de Macapà 4915, Radio Uganda 4976, Radio Bata (Guinea Equatoriale) 5005, Radio Rebelde (Caraibi) 5025, Radio Aparecida (Brasile) 5035, Radio Cultural Ondas Tropicais (Brasile) 5047 kHz. In banda tropicale ci vuole più pazienza nell'identificazione delle emittenti, anche in considerazione del fatto che le lingue sono per lo più locali e quindi particolarmente incomprensibili. Ascolti più ardui, ma appunto per questo maggiormente ambiti, più ricercati dall'appassionato curioso dei programmi autoctoni e dell'esotico.

 

BANDE TROPICALI NOTTURNE (23.00-06.00 UTC): apertura incondizionata, propagazione permettendo, sino alle prime luci dell'alba per le stazioni latino-americane: lo spagnolo ed il portoghese regnano incontrastati, aiutando parecchio nell'identificazione. Alcune certezze: Radio Vision (Peru) 4790, Mongolian Radio 1 4830, Radio Cancao Nova Brasile 4825, Radio Diff. Nat. Tchadienne (Ciad) 4905, Radio Brasil Central 4985, Radio Habana Cuba 5040, Radio Aparecida Brasile 5035, Radio Alvorada (Brasile) 4965. L'ascolto dall'America Latina è possibile tutto l'anno, con acuti verso la metà di ogni stagione, e, per quanto riguarda la zona andina, nei mesi di luglio e agosto. Le stazioni locali di Bolivia, Ecuador e Perù, risultando le più sporadiche ed imprevedibili, sono oggetto di una vera e propria caccia spietata da parte del DXer smaliziato. Queste emittenti andine, come la gran parte delle stazioni latino-americane, possiedono delle favolose bandierine multicolori ed è gran merito dell'ascoltatore possedere alcuni esemplari o, meglio, quanti più possibile!

 

BANDE TROPICALI DIURNE (13.00-17.00 UTC): continuando per tappe progressive ci imbattiamo in un periodo di ascolto decisamente "stagionale" (autunno-inverno), che permette la sintonizzazione delle emittenti asiatiche, fra le quali spiccano per regolarità quelle indiane e per esoticità quelle indonesiane, inseguite con certosina pazienza dal DXer più raffinato e paziente. L'ascolto asiatico pomeridiano è piuttosto arduo, seppur comodo per l'orario, poiché si svolge quasi sempre in presenza di segnali molto deboli; in Italia, tra l'altro domina l'esposizione solare, quindi un forte assorbimento dei segnali. Caratteristica peculiare delle eminenti asiatiche è quella di trasmettere spesso e volentieri fuori dalle bande assegnate; proprio questo particolare permette talvolta di ascoltare dei segnali dignitosi, privi di ogni interferenza. Ecco alcuni esempi validi da aprile a settembre: RRI Radio Republik Indonesia da Sulawesi 4750, AIR All India Radio Port Blair 4760, Azad Kashmir Radio dal Pakistan 4790, AIR All India Radio Hyderabad 4800, AIR All India Radio Mumbai 4840, AIR All India Radio New Delhi 4860, RRI Radio Republik Indonesia da Sorong 4874, AIR All India Radio da Chennai (ex Madras) 4920, Radio Jambi (Jakarta) 4925 kHz, Radio Estambul (Bolivia) 4875. Chi mette il naso a queste ore in tali bande trova spesso molti canali occupati dai vari servizi locali delle stazioni russe, cinesi, coreane, oltre ad un discreto numero di stazioni clandestine (Kurdistan, Iraq, Azerbaigian, Georgia, ecc.).

 

ONDE MEDIE NOTTURNE (00.00-05.00 UTC): tappa finale nell'evoluzione del radioascoltatore, oramai divenuto DXer a pieno diritto... Nel periodo da settembre ad aprile è possibile captare con un apposita antenna ricevente direttiva, il loop, detta pure antenna a telaio, o con antenne filari di ragguardevole lunghezza (terminate verso terra ad una estremità, dette Beverage), emittenti dell'intero continente americano, dal Canada all'Argentina, ma anche dall'Africa australe e dall'Asia centrale. Questo tipo di ascolto è fortemente ostacolato, ma forse per questo più eccitante, dalla presenza delle stazioni europee con programmazione "all night". Tuttavia, quando la propagazione c'è, con il determinante aiuto di un'antenna direttiva interna o esterna, magari abbinata ad un amplificatorepreselettore, si riescono ad eliminare parecchie delle interferenze continentali, ed a seguire emittenti canadesi e statunitensi, caraibiche, venezuelane, brasiliane, e con un po' di fortuna ed esperienza anche argentine, uruguaiane e colombiane. Le bande tropicali e le onde medie notturne consentono di arrivare alle programmazioni veramente locali, squisitamente genuine, intrise di folklore e di messaggi esotici. Sono ovviamente all'ultimo e più lontano stadio delle possibilità per il radioascoltatore che si cimenta per le prime volte nel meraviglioso mondo dell'ascolto delle emittenti di radiodiffusione. Ma non ci sono solo le stazioni broadcasting tra onde lunghe, medie e corte. Ci sono una marea incredibile di altri servizi, molti in chiaro, altri criptate, molti in digitale, altri in CW o RTTY o fax; taluni dedicati al grande pubblico e quindi di libero ascolto, talaltri non a carattere circolare, per i quali occorre mantenere il segreto di quello che, eventualmente, si ascolta. Ci sono le bande destinate al traffico tra aeromobili e tra aerei e torri di controllo; ci sono le stazioni marittime costiere; ci sono le navi da crociera ed i pescherecci; ci sono le cartine meteofax, i bollettini navtext, ci sono i volmet e gli NDB, fari e beacon più o meno omnidirezionali, le catene di beacon sincronizzate, le stazioni di tempo e frequenza campione: insomma le radio frequenze, le assegnazione delle quali compaiono in una legge dello Stato (Piano di Ripartizione delle Radiofrequenze), non sono segrete e non possono esserlo, visto che tutto quello che passa per l'etere può essere intercettato. Ma noi che conosciamo le Leggi sappiamo benissimo che non possiamo divulgare o trascrivere quello che più o meno involontariamente sintonizziamo; molte frequenze, molte bande, molti servizi, si trovano proprio a ridosso delle bande dei radioamatori; credere che siano rumore e non trasmissioni intenzionali che veicolano informazioni, è come nascondere la testa sotto la sabbia. Imparare ad usare correttamente il mezzo radiofonico è, anche questo, uno dei fini di questo interessantissimo, appassionante ed istruttivo hobby. In Italia esistono diversi gruppi di radioascolto, più o meno organizzati, ed un'associazione a carattere nazionale, l'AIR o Associazione Italiana Radioascolto, che raggruppano in vari modi gli appassionati di questo hobby; l'AIR tra le altre cose, organizza diversi campi di ascolto: ci si ritrova in luoghi opportuni, scelti per la locazione geografica e la distanza da fonti di rumore, e si ha la possibilità di testare questo o quel ricevitore con tutte quelle antenne che chi sta in città non potrà mai stendere o che comunque non si ha modo ed occasione di installare diversamente. Mi rendo conto che ho solo aperto la prima pagina di un libro, forse di una enciclopedia. Ma in poco tempo non si può davvero dire di più; non era mia intenzione affrontare il discorso in maniera sistematica o in altro modo che non fosse quello didattico e divulgativo.